di Domenico Di Monde, Responsabile Ufficio Affari Speciali del Servizio Recupero, Direzione Gestione Crediti non Performing della Banca Popolare di Puglia e Basilicata (BPPB)

L’emergenza sanitaria in corso da Covid-19 ha colpito duramente il tessuto socio-economico, oltre che sanitario, del Paese. Il lockdown imposto sulle attività ritenute non essenziali ha impattato ancora di più su specifici comparti.

Uno dei settori che sta soffrendo drasticamente degli effetti della pandemia è senz’altro il settore turistico-alberghiero. L’incertezza relativa alla durata della pandemia non aiuta e rende ancora più fragile la ripresa.

Dal 4 maggio è stata avviata ufficialmente, con il D.P.C.M. del 26 aprile 2020, la fase 2, sebbene graduale, che prevede tra le aperture, non prima di giugno, anche di attività ricettive (es.: bar e ristoranti), al momento in chiusura forzata. È immaginabile una riapertura conforme ai protocolli di sicurezza, anti-contagio, che verranno emanati, al fine di assicurare continuità operativa nei limiti delle prescrizioni sanitarie. Questo impatterà, sicuramente per la stagione in corso, in maniera diretta e inevitabile sulle imprese del settore, che si troveranno di fronte a una valutazione ineluttabile: quale sarà il giusto rapporto costi/benefici per consentire una ripresa sull’onda della continuità aziendale e possibilmente dei margini remunerativi?

Nel frattempo dell’atroce dilemma, occorre salvaguardia le aziende consentendo liquidità immediata e facilità di accesso al credito. Il Governo è intervenuto, in tal senso, con il Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020 (cd. Decreto Liquidità), attraverso delle misure volte a favorire l’erogazione da parte delle Banche di liquidità immediata a favore delle imprese, per far fronte alle esigenze minime essenziali (dipendenti, fornitori, utenze, oneri fiscali e contributivi, etc.) e sostenere la gestione operativa corrente.

L’art. 13 del Decreto ha previsto la concessione di finanziamenti a favore delle imprese, assistite da garanzia dello Stato, tramite il Fondo Centrale di Garanzia, fino al 100% di copertura. In questo modo, gli Istituti di Credito sono incentivati a erogare nuova finanza con un minor assorbimento patrimoniale e le imprese possono beneficiare di ossigeno finanziario.

Specificamente, per il settore turistico-alberghiero, di particolare interesse appare quanto previsto all’art. 13 co. 1 lett. i): un’operazione a lungo termine di natura ipotecaria (l’unica), per favorire investimenti immobiliari nel settore turistico alberghiero, duramente colpito e impattato dall’emergenza sanitaria in corso. Trattasi di finanziamenti con un piano di ammortamento di almeno 10 anni e un importo superiore a € 500.000,00. La garanzia del Fondo Centrale può essere cumulata con altre forme di garanzie acquisite sul finanziamento, come per l’appunto la garanzia reale (ipotecaria).

Lo scenario e le prospettive future sono particolarmente incerte. Molto dipenderà dalla durata dell’epidemia. Certamente, gli interventi messi finora in atto dal Governo offrono respiro e ossigeno finanziario.

Tutti gli stakeholders devono essere pronti ad affrontare questa nuova sfida epocale, che vede tutti coinvolti, nessuno escluso, per svolgere con coraggio e diligenza il proprio ruolo, al fine di far fronte a un’emergenza mondiale.

È compito delle imprese, con il supporto dei propri consulenti, insieme agli Istituti di Credito, individuare le migliori soluzioni possibili, attraverso operazioni finanziarie mirate, sia pubbliche che private, capaci di garantire la continuità aziendale, in linea con le esigenze e le peculiarità di settore, senza dimenticare il limite della sostenibilità finanziaria e dell’effettiva capacità di rimborso.

Sarà importante il ruolo degli Istituti di Credito che rappresentano il veicolo per l’iniezione di risorse finanziarie a favore delle imprese.

Pertanto, occorrerà un’attenta pianificazione delle dinamiche finanziarie aziendali, dotandosi di adeguati strumenti e competenze, al fine di garantire il fabbisogno necessario a sostenere la gestione operativa nonché l’effettiva capacità di rimborso prospettica, evitando situazioni di tensione finanziaria tali da non permettere il rimborso degli impegni assunti nei termini previsti[1].

L’adeguata pianificazione finanziaria consentirà di evitare il deterioramento dei ratios patrimoniali e le conseguenze negative in termini di rating, onde garantire anche nel futuro il mantenimento di un adeguato accesso al credito[2].

Tuttavia, gli interventi di tipo finanziario e le relative iniezioni di liquidità a debito non bastano! Si attende il prossimo Decreto da parte del Governo, in corso di redazione ed emanazione, che si auspica possa intervenire concretamente per assicurare la continuità aziendale, limitando le perdite d’esercizio straordinarie. Si parla di “bonus vacanze” per le famiglie. È evidente che non è sufficiente. Si prevede un peggioramento generalizzato del capitale circolante netto oltre a un aumento dei debiti finanziari a breve. Urgono soluzioni capaci di consentire un rafforzamento patrimoniale (es.: sottoscrizione pubblica e su vasta scala di strumenti finanziari ibridi) ovvero un’attenuazione degli effetti prodotti sul conto economico delle imprese (es.: contributi pubblici a fondo perduto). Le misure dovranno essere necessariamente selettive, tenendo conto degli specifici settori in difficoltà, come quello turistico-alberghiero, perseguendo scelte di politica economica: considerare i livelli occupazionali, commisurare la misura pubblica a un investimento privato, agevolare le soluzioni concordate delle crisi delle imprese, offrire sostegno pubblico alle composizioni stragiudiziali delle controversie, realizzare sgravi fiscali e contributivi e (più di ogni altra) l’erogazione diretta di somme di denaro a fondo perduto o la sottoscrizione di titoli di equity (o ibridi). Non è possibile lasciare alle future generazioni il peso di un tale incremento del debito pubblico. È necessario ripensare al rapporto tra Stato e imprese attraverso strumenti di “pubblic equity” selettivi da attivare con l’ausilio di soggetti specializzati anche di natura privata[3].   

BIBLIOGRAFIA

–        Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti, Principali interventi per favorire l’accesso al credito contenuti nel Decreto Legge 17 marzo 2020 n.18 c.d. “Cura Italia” e nel Decreto Legge 8 aprile 2020 n. 23 c.d. “Liquidità”, 14/04/2020, https://www.fondazionenazionalecommercialisti.it/node/1441;

–        Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Fondazione Nazionale dei Commercialisti, Documenti di Ricerca, Principali interventi per favorire l’accesso al credito contenuti nel Decreto Legge 17 marzo 2020 n.18 c.d. “Cura Italia” e nel Decreto Legge 8 aprile 2020 n. 23 c.d. “Liquidità”, 14/04/2020, file:///C:/Users/Utente/Downloads/2020_04_14_Misure%20liquidit%C3%A0_RN-b.pdf;

–        Giustino Di Cecco, Spunti per una riflessione collettiva sulle misure adottate ed adottabili per il contrasto alla crisi economica “da pandemia”, Il Caso.it, Sez- II – Articoli, 3 maggio 2020.


[1] Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti, Principali interventi per favorire l’accesso al credito contenuti nel Decreto Legge 17 marzo 2020 n.18 c.d. “Cura Italia” e nel Decreto Legge 8 aprile 2020 n. 23 c.d. “Liquidità”, 14/04/2020, https://www.fondazionenazionalecommercialisti.it/node/1441.

[2] Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Fondazione Nazionale dei Commercialisti, Documenti di Ricerca, Principali interventi per favorire l’accesso al credito contenuti nel Decreto Legge 17 marzo 2020 n.18 c.d. “Cura Italia” e nel Decreto Legge 8 aprile 2020 n. 23 c.d. “Liquidità”, 14/04/2020, file:///C:/Users/Utente/Downloads/2020_04_14_Misure%20liquidit%C3%A0_RN-b.pdf.

[3] Giustino Di Cecco, Spunti per una riflessione collettiva sulle misure adottate ed adottabili per il contrasto alla crisi economica “da pandemia”, Il Caso.it, Sez- II – Articoli, 3 maggio 2020.