di Alessandro Corrado, socio di AGI – Avvocati Giuslavoristi Italiani

Proprio oggi, infatti il 20 maggio del 1970 la legge n. 300 introduceva importantissime garanzie individuali e collettive: la rappresentanza sindacale e lo svolgimento dell’attività sindacale all’interno delle aziende, il limite al potere di controllo e la salvaguardia della dignità dei lavoratori sul luogo di lavoro; la procedimentalizzazione della contestazione disciplinare, la tutela del know how professionale; il divieto e le sanzioni contro gli atti discriminatori, la repressione dell’attività antisindacale, solo per citare le norme principali.

Ma nessun dibattito, convegno (o webinar, che sia), commento o approfondimento potrebbe permettersi di affrontare la materia tralasciando l’art. 18, la vera e propria norma-bandiera dello Statuto dei Lavoratori: hanno tentato di abolirlo, lo hanno modificato, hanno provato a cancellarlo sostituendolo con le tutele crescenti. Ebbene, non solo sembra godere ancora di ottima salute ma, proprio in tempi incerti come quelli che stiamo vivendo, ci ricorda che il Capitale umano è ancora il cuore imprescindibile del mondo produttivo.

Diversamente, non avrebbe visto la luce una norma quale quella sul divieto di porre in essere i licenziamenti per motivi economici contenuto nell’art. 46 del decreto “Cura Italia” dall’iniziale data del 23 febbraio scorso al 16 maggio, prorogato dall’art. 80 del decreto “Rilancio” fino al 17 agosto 2020: criticata e forse foriera di non pochi problemi interpretativi, ma necessaria per garantire la giusta ripartenza partendo dal vero baricentro dell’economia: l’uomo, la sua professionalità, il suo valore.